Per un domani realmente green e biologico

Un presente sempre più green e biologico

Partiamo da due dati di fatto. Il primo è che il settore della cosmesi biologica sta vivendo una notevole crescita. Il secondo è che il consumatore di oggi è più consapevole rispetto ai suoi acquisti: non si ferma più solo al prodotto, al suo packaging, allo status symbol del brand, ma va oltre. Le due cose probabilmente sono relazionate, in quanto il settore del biologico sembra offrire la risposta all’esigenza, manifestata dal neo consumatore, di una maggiore attenzione e sensibilità a certe tematiche che vanno dal benessere personale alla salute del pianeta.

I consumatori, infatti, si avvicinano al mercato bio per esigenze personali, per utilizzare prodotti con un’elevata dermocompatibilità che garantiscono una maggiore efficacia e una maggiore sicurezza, ma c’è un discorso di sostenibilità ambientale che fa da sottofondo. I prodotti bio, non  avendo ingredienti chimici e venendo fuori da processi produttivi a basso impatto ambientale, rispondono a questa necessità di salvaguardare la salute di un mondo sempre più inquinato.

Chi lo certifica?

Cosa può esserci di più lodevole? Questo tipo di approccio al consumo merita approvazione e incoraggiamento, o perlomeno un aiuto concreto al consumatore che sceglie di fare acquisti più sostenibili. In tal senso, occorre guidarlo nella scelta di prodotti veramente bio e non lasciarlo cadere nella trappola di chi cavalca l’onda green senza garantire la produzione e la provenienza dei prodotti. Diventa una responsabilità etica per noi rendere il mercato bio più chiaro e più sicuro dato che, a differenza del settore food, non esiste una normativa europea che stabilisca cosa vuol dire “biologico” nella cosmesi. Ad oggi, esistono quattro enti che rilasciano la certificazione biologica ai prodotti cosmetici: Icea, Aiab, Ccpb, Ecocert, AgricertEcogruppo, i quali, però, non condividono alcuna normativa standardizzata che regolamenti i requisiti di tale certificazione.

Anche gli stessi produttori sentono l’esigenza di una maggiore chiarezza in merito e  chiedono all’Unione Europea una normativa unica e precisa per la certificazione biologica anche nel settore della cosmesi.

Un app a supporto del consumatore green

In attesa che l’Europa faccia le sue mosse a riguardo, c’è qualcun’altro che si è dato da fare per supportare il consumatore green quando si trova di fronte a uno scaffale colmo di prodotti con packaging e nomi più o meno evocativi e non sa bene cosa mettere nel suo carrello della spesa. Si tratta di ICEA (Istituto Certificazione Etica e Ambientale), che ha creato una nuova app che permette di capire se il prodotto che si sta per acquistare è realmente bio oppure no. L’app è stata creata inizialmente per il settore del food con ICEA FOOD CHECK per poi coprire anche il settore della cosmesi con ICEA COSMETIC CHECK, la quale è in grado di identificare circa novemila sostanze riconosciute come ingredienti utilizzabili dall’industria cosmetica bio. L’app ICEA CHECK è in continuo aggiornamento e a breve dovrebbe garantire il censimento di ventimila sostanze. 

Come funziona? 

L’uso dell’App risulta molto semplice e intuitivo: sarà sufficiente digitare i nomi degli ingredienti riportati sulle etichette dei prodotti (passaggio facilitato dalla barra dei suggerimenti) e osservare di che colore vengono evidenziati dal software. Le possibilità sono due: in verde, il che vuol dire che si tratta di estratti vegetali, sostanze biologiche e a basso impatto ambientale; in rosso, il che deve far scattare l’allarme, poiché vuol dire che si tratta di sostanze, che seppur a norma di legge, non rientrano tra le 3500 ritenute rispettose del benessere del nostro organismo e di quello dell’ambiente. 

Con Icea Check arriva, dunque, un nuovo modo di fare shopping; un modo più sicuro e rigoroso: un bio shopping! Siete già pronti per il download?

Fonte Immagine: www.immagini.4ever.eu

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